L’obiettivo del referendum è di contribuire a riavviare il processo di trasformazione del sistema politico italiano verso una matura democrazia dell’alternanza. I quesiti presentati in Cassazione il 24 ottobre 2006 in particolare mirano a promuovere la trasformazione del sistema politico in senso bipartitico, e rinsaldare il collegamento tra elettori ed eletti recuperando il fondamentale potere di controllo territoriale della rappresentanza politica. Un primo quesito, trasferisce in entrambe le camere il premio di maggioranza dalla coalizione di liste alla lista più votata tra quelle concorrenti, fissando la soglia di sbarramento al 4% e all’8%, rispettivamente per la Camera e per il Senato. Con il secondo quesito si abroga la norma che consente a ciascun candidato di presentarsi in qualunque circoscrizione della Repubblica. Col referendum si passerebbe da un sistema politico frammentato, costituito da fragili e divise “coalizioni di liste”, a un sistema bipolare e tendenzialmente bipartitico, che non esclude un diritto di tribuna ai partiti minori ma con consensi superiori alle due soglie di sbarramento. L’abolizione delle candidature multiple favorisce il ritorno alla territorialità del voto: ciascun candidato sarà costretto a presentarsi in una e una sola circoscrizione, permettendo ai cittadini elettori di riprendersi il potere di controllo sulle candidature.